Seguici su Facebook
Qualche notizia in più

Faggiano


Comune in provincia di Taranto, sito a circa 15 km dal capoluogo jonico, la sua altezza rispetto al livello del mare è di circa 36 metri.
Casale povero e poco popolato nel XIII secolo, si ingrandisce e fiorisce nel XV secolo con la venuta degli Albanesi. Centro importante della cosiddetta Albania Salentina, conserva fino ai primi dell'800 il rito greco delle funzioni religiose, nonche' lingua, usi e costumi albanesi.
Feudo di nobili famiglie, dei Muscettola ai Piscicelli, nel periodo napoleonico diviene comune autonomo.
Il comune é suddiviso in 5 rioni, detti Chiancara, Era Giudei, Lopa Calvario, Montedoro e Cornula, oltre alla frazione di San Crispieri. I nomi dei rioni derivano da caratteristiche dei luoghi: "Chiancara" dalle chianche (pietre) che ancora in qualche zona del paese si riescono a notare, "Era Giudei" dalle crociate che ci furono nel Medioevo, "Lopa Calvario" deriva, appunto, dal Calvario situato nella periferia del paese, "Montedoro" prende il nome dal monte che sovrasta il paese, "Cornula" dal nome di un albero che si trova nelle vicinanze del rione, e "San Crispieri" dalla medesima frazione.

Da visitare:


- la Chiesa Matrice dedicata a Maria SS. Annunziata, del 1500
- il Castello di San Crispieri, austera costruzione tardo-rinascimentale
- la Cripta di San Teodoro, scavata nel tufo risalente all'XI secolo.

Storia


La storia documentata di Faggiano parte nel Medioevo, dove nei pressi dell'attuale borgo abitarono alcuni monaci basiliani riparatesi in seguito a delle perquisizioni. Tracce si trovano in alcune cave di tufo, dove sono presenti alcune cripte. La zona fu poi occupata da gruppi di Albanesi, dopo la morte di Giorgio Castriota Scanderbeg (Gjergj Kastrioti Skënderbeu, eroe nazionale Albanese). Il gruppo occupò in particolare la località Serra dove attualmente sorge la frazione di Faggiano, San Crispieri.
Si giunse alla fine dell'anno Trecento perché l'allora Principato di Taranto poté dichiarare Faggiano come un casale, dotato di autonomia amministrativa e in particolare sotto lo stato di Universitas, ovvero sotto esenzione di imposte fiscali. Dopo quasi un lustro di tale status tuttavia il Regno di Napoli, che comprendeva allora i domini pugliesi, introdusse le tassazioni, creando ribellioni e malcontento nella popolazione di un centro con attività pressoché agricole.
Una parvenza di autonomia arrivò nell'Ottocento. Con la venuta di Napoleone in Italia si mise fine al Feudalesimo. Intanto, continuò il disboscamento della foresta che circondava tutta l'area.

Curiosità


Faggiano ha avuto nel corso dei secoli una importanza rilevante nel Tarantino. Seppur poco conosciuta come località, Faggiano è stato il primo insediamento Albanese nel sud Italia e ne conserva, fortunatamente, ancora qualche segno. Infatti la chiesa del Carmine dedicata alla Madonna, che ne porta il medesimo nome, ubicata nel centro del paese, ha la struttura classica delle chiese di rito ortodosso, caratterizzate dall'ingresso principale sul lato sinistro e la porta frontale che si apre solo nel periodo Mariano. Nella vicina San Crispieri ci sono i resti della bellissima chiesetta dedicata alla Madonna di Costantinopoli, altro segnale della dominazione ortodossa, meta fino a qualche anno fa di pellegrinaggi. Purtroppo, per incuria, la chiesa oggi è parzialmente crollata, ma seppur in cattivissime condizioni, conserva l'altare e alcuni affreschi. Sempre per incuria, è stata completamente occultata la cripta, probabilmente risalente all'anno 1200 e dedicata a San Nicola, santo venerato nei paesi dell'est europeo, ricavata in una grotta e ricca di affreschi narranti la vita del Santo Russo, famoso anche come Santa Klaus.

Faggiano

Chiesa Madre di Santa Maria Assunta


Il principale edificio religioso è la chiesa di Madre Maria Santa Assunta risalente forse al XIV secolo. Le prime notizie certe del luogo di culto risalgono alla relazione della visita effettuata dall'arcivescovo di Taranto Lelio Brancaccio il 4 maggio 1578. Nella chiesa, a navata unica e lastricata di lapidi sepolcrali, si celebrava la messa con il rito greco, che fu conservato fino a tutto il XVIII secolo, a testimoniare il forte attaccamento alle tradizioni greco-albanesi della comunità. Nel 1760 la chiesa fu restaurata e assunse l'aspetto odierno.

Il Territorio


Il territorio comunale è prevalentemente collinare, con altitudine compresa tra i 20 e i 147 metri sul livello del mare. Il borgo sorge sul versante meridionale del Monte Doro, una collina di altezza modesta facente parte delle Murge Tarantine, parzialmente coperta da una pineta.


Coordinate GPS
Freephone:+1 800 559 6580
Telephone:+1 800 603 6035
FAX:+1 800 889 9898